
Io invidio profondamente le persone che hanno sempre un’opinione su tutto.
Gente che sa esattamente da che parte stare. Ogni tema è bianco o nero. Chi non prende posizione, come me, è uno sciocco, un debole, uno che non ha capito nulla della vita.
E forse è vero, non ho capito un cazzo della vita e vivo piena di domande e dubbi.
Per esempio il veganesimo.
La voce nella mia testa: “scelta coraggiosa giovane scrittrice, quanti messaggi di morte vuoi ricevere nei prossimi giorni?”
Dicevo, veganesimo, o sei vegano e ami gli animali o sei un cavernicolo, bestemmiatore che picchia i bambini.
Non c’è via di mezzo. O di qui o di lì.
E io? Io non so da che parte stare.
So che amo gli animali.
Da piccola portavo a casa orde di gatti randagi e facevo funerali ai topi morti, probabilmente uccisi dai sopracitati gatti.
Ho pascolato le mucche e ammirato i germani reali uccisi da mio papà cacciatore.
Sempre la voce nella testa: “Michia col papà cacciatore vedo già i forconi che ti attendono all’ingresso”
Penso, ad esempio, che gli allevamenti intensivi siano una merda, da chiudere subito.
E sono convinta che sia giusto ridurre drasticamente il consumo di carne, più di un esperto ci ha dimostrato che mangiarne troppa fa male alla salute.
Ma non sono certa che il veganesimo sia la risposta.
O forse sono semplicemente una pigrona stronza che ancora non se la sente di abbandonare totalmete la carne. Questo fa di me una cattiva persona? Non credo.
Ma se vai la fuori e provi a sollevare questi dubbi ti becchi come minimo un’occhiataccia e se ti va male male, un simposio di due ore da un vegano duro e puro che come prova intangibile del fatto che sei una merda a mangiare carne è che siamo la sola specie a bere latte di altre specie.
Io non vedo bianco o nero, io vedo le zone grige e un tema così grande e articolato non può essere ridotto a o di qua o di là.
E se vieni a trattarmi da idiota con la tua lezioncina, non perorerò la tua causa.
Sarai solo uno stronzo che mi sta sul cazzo e continuerò a mangiare la mia fiorentina.
Oppure su come essere buoni genitori, c’è chi dice che i nostri ragazzi sono troppo protetti e che bisognerebbe tornare al padre padrone.
E chi: ” No, i ragazzi bisogna ascoltarli, capirli, accompagnarli, sono fragili etc.”
E ancora una volta io sono qui ferma, ad ascoltare, ad approfondire, a cercare di capire da quale parte stare.
Ascolto chi dice che i ragazzi vengono tenuti troppo sotto una campana di vetro, che se non ci imponiamo non saranno mai in grado di sopportare le frustrazioni che la vita gli metterà davanti, e che due sberle quando servono vanno date.
Ed è vero, sulle sberle non sono molto convinta, la violenza non ha mai portato a nulla. Io ricordo dei compagni di classe che venivano costantemente riempiti di botte dai genitori ma coglioni erano e coglioni sono rimasti.
Però che i nostri giovani siano fragili è vero, che ogni minima critica è bullismo, ogni professore un pò più esigente è un dittatore incapace. E non ci si ferma mai a pensare: ” ma, non è che il pirla che ha sbagliato è mio figlio?”
Poi però sento anche l’altra campana, quella che dice che i ragazzi vanno ascoltati, che le loro grida silenziose DEVONO essere ascoltate e captate da adulti pronti e presenti.
E io penso, cazzo è vero, quanto avrei voluto io da adolescente che i miei interessi e le mie frustrazioni venissero prese in considerazione, venissero apprezzate e capite.
Quindi? di qua o di là e io ancora una volta….BOH!
Alla fine quello che mi chiedo è: ma davvero bisogna sempre prendere una posizione?
Non basta vivere la vita cercando di fare del proprio meglio, possibilmente senza rompere il cazzo agli altri?
Ma forse la mia è solo invidia, perchè voi avete le vostre convinzioni granitiche, portate avanti senza il minimo dubbio.
Mentre io sono ancora qui, cercando di capire se il mio adolescente è troppo viziato oppure no e ad organizzare la prossima grigliata chiedendomi dove acquistare carne che non incentivi gli allevamente intensivi, se non sia meglio aggiungere più verdura e a non avere, ancora una volta, le idee chiare.
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