
Dicono che fare figli ti cambia la vita. E’ vero. Nel senso che prima avevi progetti, sogni e pritz al tramonto, dopo sei sommersa di lavatrici, pappe e zero tempo per te.
Nessuno te lo dice, ma essere madre è come aprire una partita IVA: da quel momento lavori sempre, guadagni un cazzo e ti senti in colpa se un giorno vuoi chiudere.
Io credo fortissimo nel femminismo e ho sempre sostenuto che il carico famigliare va diviso equamente tra i genitori. E’ giusto e sacrosanto. E allora come cazzo ci sono finita in questo marasma di lavoro, casa, figli ed esaurimenti?
Perchè se i miei figli fanno una cazzata la colpa è inevitabilente mia? Sempre mia? Non studiano? Mia. Litigano? Mia. Si dimenticano i compiti? Indovina.
Ma la cosa peggiore è che ci credo. Cristo santo, ci credo davvero.
Quando ai colloqui l’insegnante mi guarda con aria da crocerossina del fallimanto e dice che mio figlio dovrebbe essere seguito un pò di più a casa , sottointendendo che IO in quanto madre dovrei seguirlo. Dentro mi sento morire.
Torno a casa frastornata. Penso che se incastro l’aiuto dei compiti tra una lavatrice e la preparazione della cena potrei farcela. Certo rischio di carbonizzare la cena e di fulminare la lavatrice ma…
Poi rinsavisco e penso, Cristo ma mio figlio ha 10 anni perchè mi devo sedere con lui a fare i compiti, invece di responsabilizzarlo su una cosa che dopotutto è sua?
Ma poi perchè io e non il padre?
Come ci sono finita qui? A fare la casalinga e pure a lavorare ? Io?
Il problema è che il patriarcato è insito dentro di noi anche nella maestra, non lo sa ma lo usa, critica la mamma ma di fronte ad un papà direbbe: “E’ molto bravo ma non si applica”.
Perchè poi il problema vero non sono nemmeno le lavatrici, le pappe e i compiti, il problema è L’ORGANIZZAZIONE.
Sei al lavoro e già pensi a cosa preparare per pranzo:
” Ho tutto? no cazzo, manca il latte.
Allora quando esco devo passare al supermercato. Si ma figlio 1 oggi arriva alle 14 e alle 15 ha tennis.
Quindi: esco alle 13 spesa al volo, ritiro figlio 1, pranzo al volo poi lo porto a tennis.
Poi ritiro figlio due. Ma è oggi che ha il dentista o domani?
cazzo no ti prego fa che sia domani.
Controllo l’agenda noooo è oggi.
Come faccio? Ok, lo prendo da scuola e lo porto dal dentista. Ma poi non ha tempo di lavarsi i denti. E la dentista? penserà che sono una mamma di merda”
E questi pensieri sono così OGNI. CAZZO. DI. GIORNO.
Capisci perchè siamo schizzate? Perchè gridiamo a gran voce un pò di tregua?
Perchè se quando mi sfogo tu mi dici: “eh ma potevi dirmelo che ti aiutavo”, a me viene da darti una carezza, sui denti, con una spranga.
Io li sento già quelli che dicono: ” eh ma essere mamma ha anche dei lati positivi!” e io rispondo con un’altra cruda verità.
E’ vero i momenti belli esistono. Ma sono rare cartoline buttate in mezzo alla tempesta, ogni volta che provi a guardarle l’acqua negli occhi annebbia tutto e sullo sfondo c’è sempre qualcuno che ti chiede dov’è finito il cazzo di latte.
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