Mi sono resa conto che negli ultimi anni il mio girovita ha cominciato ad allargarsi. In realtà non solo quello: il girovita, il girobraccia, il girocoscia…insomma ci siamo capiti.
A dirla tutta, è da sempre che riguardo le foto degli anni passati e penso: “cacchio come ero magra”. Eppure anche allora mi facevo mille seghe mentali per la cellulite, la panza e le cosciotte.
Quanti pianti perchè i Jeans a vita bassa, tanto di moda negli anni ’90, alle altre stavano da dio, mentre io sembravo un cotechino fasciato.
E come se non bastasse, vivevo con mia madre che mi insultava perchè mangiavo troppe schifezze. “Guarda come ti riduci” e cinque minuti dopo mi insultava perchè non finivo tutto quello che avevo nel piatto. Mia mamma se avesse un soprannome sarebbe “coerenza”.
L’altro giorno riguardando le solite foto di qualche anno fa, è ripartito il loop del “come ero magra”. Ma stavolta mi sono detta “cazzo che palle possiamo rompere questa rottura di cazzo e goderci la vita?”
Ora non dico di sfasciarsi abbestia, continuerò a fare le mie lezioni di acquagym e mangiare frutta e verdura, ma mi concederò anche tutte le birrette e gli aperitivi che la vita mi mette davanti.
Che sia chiaro, aborro gli aperitivi fighetti dove uno spritz te lo fanno pagare 18€ solo perchè sei nella location “figa”, con gente “figa”.
MA ANDATE A CAGARE.
Posso dire? si certo che posso. E’ il mio cazzo di blog e dico ciò che mi pare…
Mi fanno tristezza le persone che affollano i locali alla moda (sponsorizzati dall’influencer di turno) solo per farsi due foto da postare sui social.
E scusate, ma se devo spendere 30 di euro per un cazzo di cocktail,almeno voglio la selezione all’ingresso e un minimo spazio vitale. Non stare pigiata in mezzo a 120mila persone dai.
E dopo questo sproloquio snob, che però rientra perfettamente nel mood asociale, io quest’anno ho rivalutato i peggiori bar di caracas.
Quei locali che gli influcencer e la massa da decerebrati che li seguno Snobbano schifati.
Dove uno spritz ti costa tra i 3 e i 5 euro e gli stuzzichini sono noccioline e patatine.

Locali con nomi tipo “bar alpino”, “bar bocciofila” etc, con le sedie e i tavolini di plastica dell’algida. Dove le dosi dei drink sono fatte a occhio e se stai simpatic* al proprietario rischi di andare a casa sui gomiti anche se hai preso due spritz col campari.
Dove esci per un ape veloce e ti ritrovi, chissà come, a fare degustazione di grappe casalinghe prodotte dai gestori.
Ecco, questo a mio parere, in questo momento, è il massimo della vita.
Basta pippe mentali sulla cellulite, il culo grosso e la panza.
Ci sono, me ne faccio una ragione e proseguo per la mia strada verso l’estate perfetta.

Ciao asocialisssssss
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